Il rumore del tempo

(per chi si fosse perso il post introduttivo, questa sezione è dedicata alla scrittura libera, quel luogo al di fuori del perimetro che frequento talvolta)


Il ticchettio dell'orologio scandiva lo scorrere del tempo.
"Nonna, non ti da' fastidio?" disse.
"Non lo sento" rispose.
"Allora buttalo, te ne porto uno digitale che non fa rumore".
La donna fissò il giovane. "Se lo porti via mi accorgerò che non c'è più il rumore del tempo. Lascialo lì".
Confuso il ragazzo assentì.
Quella vecchia sveglia arancione era depositaria di segreti. 
La mattina che il nonno morì, sola nella stanza, la donna ritrovò conforto fra le braccia delle lancette che segnavano le 6.30, l'ora in cui l'uomo era solito alzarsi. E la cosa riuscì pure a strapparle un sorriso, perché soltanto la morte poteva giustificare il fatto di non vedere il nonno scattare giù dal letto alle 6.30 puntuali.
Da quel giorno il dialogo fra l'orologio e la donna non si era più fermato.
Una sveglia alimentata da una batteria mini stilo 12V e una donna dal cuore pulsante, aggrappate saldamente alla fune del tempo. Non avevano alcuna intenzione di separarsi prima del dovuto.
Sapevano di poter fare affidamento l'una sull'altra.
Ma era necessario mantenersi alla giusta distanza.
Un patto segreto.

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