Paradossi d'alta quota

Mangiare un panino al tonno a 3.000 metri d'altitudine scatena interrogativi.
Per esempio la curiosità di sapere quanti chilometri ha percorso quella porzione di tonno dalle profondità dell'oceano dove è stato prelevato fino alla cima di una montagna della terraferma.
Oppure quanto tempo è occorso per fare di quel pesce la farcitura di un panino.
Le scatolette di tonno, una volta riempite, vengono chiuse ermeticamente e sterilizzate ad altissime temperature, garantendo una conservazione sicura per diversi anni.
Proviamo ad immaginare.
Un tonno qualunque, poniamo si chiami Vercingetorige, viene pescato nell'oceano Atlantico, lavorato negli stabilimenti di una cittadina costiera del Portogallo, esportato in Italia, distribuito in Piemonte e consumato in Valle d'Aosta. Un  viaggio di circa 2.200 Km in linea d'aria, compiuto nell'arco di 6 mesi.
E poi possiamo considerare il dislivello: il tonno vive nelle acque aperte come in quelle costiere fino a profondità di 1.000 m, ma di solito si mantiene a una profondità media di 30 m. Essendo Vercingetorige un tonno medio, potremmo considerare un dislivello totale, dall'oceano alla cima del monte, di 3.030 metri.
Quando addentiamo un panino al tonno, dopo essere giunti in vetta, non pensiamo ai 2.200 km, ai 3.030 metri o ai 6 mesi - detto in altre parole - al viaggio incredibile di Vercingetorige.
La riflessione non finisce qui, perché fra le due fette di pane non c'è soltanto il tonno ma anche un sottile strato di formaggio spalmabile.
E qui si riparte. Da dove proviene il latte? Chi sono le vacche che lo hanno prodotto? Quando sono state munte?
Basta. Mi gira la testa. Ho bisogno di rilassarmi. Potrei mangiarmi la banana...
Povero me. Non ho via di scampo.

Vercingetorige De Prufundis - disegno di Maya Starr








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