Tabita - prima puntata

Tabita aveva il sonno leggero.
Nel buio aveva intravisto due occhi avvicinarsi e udito il rumore di terra raspata.
Il fattore aveva rimosso da poco un barile, utilizzato per la raccolta dell'acqua piovana che con il sole e con gli anni si era rovinato al punto da non poter più assolvere alla funzione originaria.
In corrispondenza del vuoto lasciato vicino alla porta d'ingresso, la terra era rimasta molto umida. La faina lo aveva notato e si era impegnata a scavare dove la terra era bagnata, al di fuori del pollaio, guidata dall'istinto o dalla fame.
Tabita era vigile ma non capiva da dove provenisse il rumore.
Le sue compagne invece sonnecchiavano beate e ignare.
In poco tempo Tabita riuscì a capire che i suoni sospetti provenivano dall'angolo, in prossimità dell'ingresso, dove qualcuno stava scavando forsennatamente.
Tabita doveva pensare con rapidità. Valutò la possibilità di spostarsi nella parte alta ma c'era il rischio che l'intruso, una volta entrato nel pollaio, l'acciuffasse con un balzo. Doveva essere un punto senza appigli, raggiungibile in volo. C'era un trespolo che dondolava appeso al tetto, il punto di osservazione preferito da Maichel, il fagiano che era stato ospitato qualche anno prima, per la fiera di primavera.
Prese la mira e con un battito d'ali fu in alto al sicuro. Decise quindi di dare l'allarme svegliando le compagne ma era tardi perché la faina aveva già fatto la sua prima vittima, la vecchia Bibuda, che non si era accorta di nulla...(continua)




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