Sogni di ferramenta

Un martello e un chiodo giacevano nella cassetta degli attrezzi.
Il chiodo in una scatoletta di cartone, l'ultimo rimasto. Il martello agganciato al coperchio.
Immerso nel buio il chiodo sognava un muro, bianco e alto, in cui poter essere piantato anche se era indeciso su cosa avrebbe voluto sostenere.
Il martello invece sognava di essere lanciato, perché una sera aveva udito dal televisore della cucina un cronista sportivo commentare con entusiasmo una gara di lancio del martello ed era rimasto galvanizzato dal calore degli applausi seguiti al lancio di un suo simile.
La padrona di casa un giorno disse al marito:"Ho comprato il termometro per esterni che volevi, sabato lo appendi in balcone?". Immediata giunse la risposta dal salotto:"Certo tesoro".
E venne il sabato. L'uomo aprì la scatola degli attrezzi, afferrò il martello e prelevò l'ultimo chiodo dalla confezione. L'emozione era alle stelle, il chiodo sbirciava fra le dita ansioso di capire quanto panoramica sarebbe stata la parete di destinazione.
Il martello invece era piuttosto triste perché sapeva che il suo sogno non si sarebbe realizzato. Qualche martellata e sarebbe ripiombato nel buio della cassetta.
L'uomo decise dove collocare il termometro poi, salito sulla scala e posizionato il chiodo, iniziò a martellare. Sceso dalla scala si accorse che la capocchia sporgeva ancora un po' troppo. Risalì per assestare un ultimo colpo che fu intercettato dal dito invece che dal chiodo provocando una brusca reazione dell'uomo che d'istinto mollò la presa scagliando il martello giù dal balcone.
E fu il lancio più spettacolare cui un martello potesse aspirare.



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