Tabita - seconda ed ultima puntata


Le compagne di Tabita ormai erano sveglie e pronte a mettere in atto il piano di emergenza previsto in caso di intrusione. Sotto l'occhio vigile di Tabita si compattarono di fronte ad uno sportello posizionato sul fondo del pollaio e diedero inizio alla pièce.
"Nascondete l'accesso!" gridava l'una. "Facciamo scudo con i nostri corpi!" rispondeva l'altra. Il trambusto attirò l'attenzione della faina che aveva già portato fuori Bibuda e si accingeva a completare l'opera. "Sciocche galline, volete forse prendervi gioco di me? Ditemi subito cosa c'è lì dietro!" bofonchiò la faina. "Mai" risposero in coro. "Bene, allora vi mangerò tutte quante e lo scoprirò da me" disse il predatore, mentre avanzava leggendo il terrore negli occhi delle pennute in prima fila. Una di queste sbottò:"Se te lo dico, mi risparmierai la vita?". "Sicuro! Parla se non vuoi che ci ripensi!". "Dallo sportello alle nostre spalle si accede al retro del pollaio dove soggiornano i tacchini..." urlò la gallina prima di essere sommersa della beccate delle sue compagne in collera per il tradimento.
La faina, approfittando della baruffa, sgusciò attraverso il passaggio segreto ma non si accorse che lo sportello appena superato era una gattaiola in grado di limitare la possibilità di accesso in un'unica direzione. Scoprì a sue spese che la sagoma che avrebbe voluto addentare apparteneva non ad un tacchino bensì ad un gigantesco pastore maremmano di nome Rolfo, conosciuto nella vallata come "lo spacca ossa".
La pace tornò nel pollaio. Tutte le galline ringraziarono Tabita per aver dato l'allarme e si congratularono fra loro per l'ottima messa in scena. In particolare fu elogiata la finta traditrice per una interpretazione da premio.
Si scoprì poi che Bibuda era sana e salva perché si era finta morta facendosi afferrare fra i denti senza opporre resistenza.
Quanto alla faina, non si seppe più nulla ma la mattina dopo Rolfo non svegliò il fattore come suo solito per farsi dare la colazione.



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