Lo straccivendolo (terza ed ultima puntata)

Intanto in strada si era formato un capannello di curiosi, richiamati dal fracasso del carretto ribaltato dopo l'abbandono repentino da parte dello straccivendolo.
I più temevano fosse caduto o si fosse sentito male, fino a quando scorgevano la bimba, che nel frattempo si era seduta, appoggiandosi al muretto antistante il lavatoio, e continuava a singhiozzare per lo spavento.
Era Paolina, la figlia quattrenne dei Pasteris, che aveva probabilmente sottovalutato il pericolo della bialera, sporgendosi un po' troppo qualche metro più indietro, attratta forse da un pesciolino dalle scaglie iridescenti, chi può dirlo.
Non c'era verso di calmarla: da una parte la paura per il grave rischio affrontato, dall'altra il timore per le conseguenze, quando i genitori fossero venuti a conoscenza dell'accaduto.
Lo straccivendolo infilò la mano nella tasca per poi estrarla con il pugno chiuso ed avvicinarla lentamente al viso della piccola che incuriosita smise di piangere. La mano si aprì di scatto, con il palmo rivolto verso l'alto e nel mezzo una caramella trasparente. La bimba sgranò gli occhi e sorrise afferrando il bottino con la manina ancora bagnata. 
Senza l'intervento dello straccivendolo mia nonna avrebbe concluso i suoi giorni terreni nelle acque di una bialera e mio padre non sarebbe mai nato.



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