Attenti al cotone!

La vedeva sventolare da lontano. Il sole la rendeva luminosa ed il vento evidente.
Era una camicia bianca, fresca di bucato, esposta all'aria aperta per asciugare.
L'esperienza le permetteva di riconoscere a distanza che l'indumento era fatto di cotone.
Si avvicinò con circospezione, spiccò un salto ed atterrò in corrispondenza del colletto, poco al di sotto delle pinze che mantenevano il capo di abbigliamento attaccato al filo da stendere.
Quindi si lasciò scivolare nel taschino, dove avrebbe potuto consumare indisturbata il suo pasto.
Il cotone era una vera delizia: morbido, per via dell'acqua, e tiepido, per via del sole. 
Dopo il pasto abbondante si assopì. 
Al risveglio si accorse che era calato un buio pesto. Non c'era la luna e neppure si vedevano le stelle.
Non si trovava più all'aperto ma da qualche parte, in un luogo chiuso.
Durante il riposino qualcuno aveva raccolto la biancheria, l'aveva ripiegata e riposta in una cesta, per essere stirata.
Senza perdersi d'animo si fece strada attraverso gli strati di tessuto per raggiungere uno spiraglio di luce. 
Scoprì di essere nel bagno di un'abitazione e che c'era la finestra aperta. Senza pensarci due volte, spiccò un salto sul davanzale e poi ancora un altro per tornare nel prato di partenza.
La cavalletta aveva imparato che esagerare col cotone può essere pericoloso.



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