A chi la cascata, a chi il vento

Siamo in balìa del caso.
Alla nascita ci viene dato un paio di remi.
Alcuni ne perdono uno, oppure entrambi, lungo il tragitto e sono costretti a remare a braccia.
Altri li distruggono contro le rocce.
Alcuni non sanno di averli e si lasciano portare dalla corrente.
Altri ricevono al posto del remo un ramoscello striminzito.
In fondo c'è la cascata e quanto sia lontana dipende dal punto esatto in cui siamo stati lanciati fra le rapide.
Tutti sanno che c'è la cascata. Nessuno sa cosa c'è dopo, perché nessuno è mai tornato per riferirlo.
Alcuni chiamano il fatto di ricevere remi perfetti "fortuna".
Ma i remi sono relativi, perché da un momento all'altro potremmo perderli per sempre o danneggiarli.
La corrente trascina inesorabilmente, rallenta se vi sono anse, acquista velocità per le strettoie.
Qualche volta smettiamo di remare e ci stendiamo sul fondo del battello, guardando il cielo.
Poi riprendiamo a remare.
Dalle rive ci guardano i sassi, impilati gli uni sopra gli altri, sfidando le leggi della fisica.
Ci vedono sfilare, con o senza remi, concitati o immobili.
E non pensano a nulla tranne che al vento.
Agli uomini la cascata, ai sassi il vento.



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