Alla ricerca del cappello scomparso (prima puntata)

Era di pasta frolla il suo cappello, ricoperto di cioccolato e tempestato di zucchero. Un giorno lo gnomo si addormentò sul comodino della stanza da letto di Alberto. Appoggiò il cappello di fianco al bicchiere d'acqua vuoto ed utilizzò un fazzoletto usato per coprirsi. Fu una notte serena, piena di sogni felici: sognava spesso la fortuna e il cibo delle grandi occasioni.
Appena sveglio, allungò la mano per recuperare il cappello ma inutilmente perché del cappello non era rimasto neppure l'odore. Non diede peso alla cosa, attribuendo la colpa alla stanchezza. Si stropicciò gli occhi ma non bastava allora provò con un pizzicotto all'orecchio sinistro, che gli strappò un urletto birichino. Adesso poteva dirsi completamente sveglio.
La gnoma Carolina gli aveva in passato fatto lo scherzo di sostituire il cappello con un ditale, camuffandolo con zucchero e granella, appiccicati col miele d'acacia. Ma il fiuto di Bufi - così si chiamava lo gnomo - era infallibile e in breve tempo il cappello originale era saltato fuori dalla scarpiera o dal portagioie. Questa volta era diverso. Nessuna sostituzione e poi Carolina era in colonia elioterapica! Cercò di fiutare l'aria più a fondo ma niente d'importante arrivò alle sue narici, a parte il puzzo di minestra proveniente dalla cucina.
Guardò fuori dalla finestra: un refolo d'aria fece vorticare qualche foglia secca. Brr... pensò, come avrebbe fatto ad uscire senza il suo berretto deperibile? I suoi pensieri furono interrotti dal sopraggiungere festoso del cane di casa, un barboncino grigio topo, chiamato Saul. Occhietti vispi, carattere giocoso, frangetta e ricciolini. (continua)


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