Alla ricerca del cappello scomparso (seconda puntata)

...Forse Saul aveva visto qualcosa oppure avvertito rumori strani. Ma no, nulla, Saul non ne sapeva più di Bufi. In compenso offrì la sua coda, sormontata da una palla di pelo - ricordo sbiadito di una toelettatura recente - per fare un giro di ricognizione della casa.
Bufi si spostò dalla coda al dorso, con le mani saldamente attorcigliate al pelo crespo. Saul partì al galoppo, un galoppo di cane, fatto di tic tic sul pavimento, scivolate e strisciate di unghie. L'appartamento era deserto e privo di tracce odorose di cappelli croccanti. Tuttavia, qualcosa di sospetto c'era. Zucchero, proprio sotto il divano. Qualcuno, nel trascinare là sotto  il cappello, essendo troppo angusto il passaggio, doveva aver raschiato per terra lo strato superficiale di zucchero.
Bufì saltò giù dal peloso destriero pronto ad indagare, seguendo la traccia di zucchero. Si mise carponi e trascinandosi sui gomiti scomparve sotto il divano, procedendo nella semioscurità, guidato dai granelli. Improvvisamente il sentiero di glucosio s'interruppe. I suoi occhi, ormai abituati all'oscurità, furono attratti da una sorta di toppa, posizionata poco sopra il suo capo, con il disegno di un cuore. Di fianco un biglietto recitava:"Urlare prima di entrare". Bufi, stupito, si abbandonò ad uno dei suoi soliti gridolini. Si udì uno strappo di velcro e la toppa - o porta che dir si voglia - si aprì, lasciando intravedere una scaletta a pioli fatta di cordino per legare l'arrosto, usato, perché qua è là c'erano pezzetti di carne essiccata. (continua)



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