Alla ricerca del cappello scomparso (terza puntata)

...Si arrampicò, aggrappandosi ai pioli della scaletta, stuzzicadenti con la punta smussata. Sbucò in una camera luminosa, con le pareti interamente ricoperte di toppe, analoghe a quella della porta d'ingresso, e foglietti di carta colorata, puntellati da spille o puntine da disegno. La luce intensa proveniva da una torcia LED che proiettava un fascio in direzione del punto di accesso.
Bufi udì una vocina che lo invitava ad accomodarsi su di una nuvoletta di cotone idrofilo rosa, collocata nel centro della stanza. Dopo un'esitazione iniziale, accolse l'invito, adagiandosi sul morbido seggio. Ad un tratto, nella parte alta della camera, una toppa si aprì e Bufi vide spuntare un nasino contornato di baffetti. "Ciao Bufi, sono Mopso, benvenuto nella mia dimora!" disse facendo capolino un piccolo roditore. "Credo di conoscere il motivo della tua visita". Mopso era ormai completamente fuoriuscito dalla cavità e disceso al livello di Bufi che non poté fare a meno di notare l'abbigliamento pretenzioso del topo, che sfoggiava un'attillata tuta di lattice, ricavata da un vecchio guanto strappato.
Superato l'imbarazzo iniziale, Bufi andò dritto al punto, tirando in ballo il cappello. Con un sorriso serafico Mopso rispose che il cappello ce l'aveva lui e che glielo avrebbe di certo restituito se si fosse fermato per colazione e per fare una partita a tris. Bufi cercò di declinare l'invito che tuttavia si trasformò in una minaccia. "Va bene" disse "Vada per la colazione!", "E la partitona a tris!" puntualizzò Mopso. (continua)


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