Alla ricerca del cappello scomparso (quinta puntata)

... Sbucarono quindi nella sala da pranzo. Al centro una scatoletta di cartone rovesciata con croste di formaggio di vari tipi, un ditale ricolmo di miele ed un altro traboccante di briciole di pane, forse pangrattato. Ogni cosa era disposta con cura. "Accomodati e non fare complimenti" disse il topo compiaciuto. L'ambiente era illuminato da una torcia LED, incastonata nel pavimento, che proiettava un fascio sul soffitto, opportunamente rivestito di carta stagnola in modo da riflettere la luce, illuminando la stanza.
"Che cosa vorresti bere?" chiese Mopso. "Acqua, va benissimo" rispose Bufi, ancora abbagliato dai giochi di luce riflessa. Si aprì una toppa a livello del pavimento - ormai ci aveva fatto l'abitudine - da cui emerse, lentamente, un misurino per sciroppo graduato, pieno d'acqua fino all'orlo che cominciò ad avanzare verso lo gnomo, mosso da chissà quale artificio. Bufi chiese al padrone di casa spiegazioni sull'oggetto semovente. "Fa sempre colpo sui miei ospiti! Nessun prodigio, per carità. A trasportarlo sono le mie formiche di servizio!". "E come fai a costringerle?" lo incalzò Bufi.  "Uso miele rosato. Ne sono ghiotte. Dopo la cattura le lascio a digiuno per un certo periodo poi, raggiunto il limite, inizio a somministrare il miele a piccole dosi, in cambio di piccoli favori. E il gioco è fatto!". Mopso era un ratto pieno di sorprese e la cosa cominciava a destare preoccupazione in Bufi. (continua) 


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